Quando si pensa alla Toscana enologica, la mente viaggia spesso verso territori molto celebri, eppure le Colline Lucchesi rappresentano un gioiello vitivinicolo di straordinaria eleganza e complessità. In questo spicchio di terra, incastonato tra le aspre vette delle Alpi Apuane, le alture delle Pizzorne e le dolci brezze provenienti dal vicino Mar Tirreno, si crea un microclima unico al mondo. Questa felice congiunzione geografica regala ai vini un’identità precisa, fatta di freschezza, sapidità e profumi avvolgenti. Negli ultimi decenni, inoltre, le colline di Lucca sono diventate un vero e proprio faro per l’agricoltura biologica e biodinamica, un approccio che rispetta profondamente il suolo e restituisce nel calice l’espressione più pura e sincera del terroir. Parlare dei vini lucchesi significa intraprendere un viaggio sensoriale che si intreccia indissolubilmente con la cucina del territorio, in un dialogo continuo dove il calice e il piatto si esaltano a vicenda senza mai sovrastarsi.

​Iniziando dai vini bianchi, la Denominazione di Origine Controllata Colline Lucchesi ci regala espressioni di grande vivacità. Uve come il Trebbiano Toscano, il Vermentino, il Greco e la Malvasia vengono sapientemente lavorate per ottenere vini dalla vibrante acidità e dai delicati aromi floreali e di frutta a polpa bianca. Questa spiccata freschezza, unita a una mineralità quasi salmastra donata dalla vicinanza al mare, rende il bianco lucchese il compagno ideale per i piatti più aggraziati e vegetali della nostra tradizione. Immaginate il profumo di una zuppa primaverile aristocratica come la garmugia, un trionfo di carciofi, asparagi, piselli e fave fresche, arricchita da leggeri sentori di carne: un sorso di Vermentino delle nostre colline riesce a ripulire il palato con eleganza, bilanciando la tendenza dolce degli ortaggi con la sua spinta acida. Allo stesso modo, le classiche e corroboranti minestre di farro della Garfagnana o i piatti a base di trota del fiume Serchio trovano nei bianchi locali un alleato prezioso, capace di sostenere la complessità dei sapori rustici esaltandone ogni sfumatura senza appesantire la degustazione.

​Spostandoci verso i grandi rossi, entriamo nel cuore pulsante dell’enologia toscana, declinata però con la tipica grazia lucchese. Il Sangiovese è il padrone di casa indiscusso, spesso affiancato da Canaiolo, Ciliegiolo o da vitigni internazionali come il Syrah o il Merlot, che in Lucchesia hanno trovato da secoli un habitat d’elezione grazie all’influenza storica delle corti europee e dei mercanti di seta. Il Colline Lucchesi Rosso si presenta generalmente con una struttura avvolgente, una trama tannica ben integrata e profumi intensi di frutti rossi, spezie e sottobosco. Una simile nobiltà nel calice esige pietanze di pari carattere e persistenza.

​L’abbinamento per eccellenza, quello che celebra il pranzo della domenica e il senso più profondo della convivialità lucchese, è senza dubbio quello con i tordelli. Questa ricca pasta ripiena di carne, bietola e spezie aromatiche, solitamente annegata in un sugo a lunghissima cottura, necessita della forza di un vino rosso di buona evoluzione. I tannini del Sangiovese intervengono per asciugare la succulenza del ragù, mentre la morbidezza del sorso abbraccia il ripieno saporito in un valzer gustativo perfetto. Un’altra combinazione magistrale si sperimenta con le rovelline lucchesi, le caratteristiche fette di carne di manzo impanate, fritte e poi delicatamente stufate in un intingolo di pomodoro, capperi e aromi. La leggera nota acida del pomodoro e la sapidità del cappero trovano nel corpo e nell’equilibrio speziato di un rosso delle nostre vigne il partner ideale, in grado di tenere testa alla ricchezza del fritto rifatto.

​All’Osteria Buatino crediamo fermamente che esplorare questi accostamenti non sia solo un vezzo per palati raffinati, ma un atto di profondo amore verso le proprie radici. Il cibo e il vino non sono entità separate, ma due voci di un unico coro che racconta la storia dei contadini, la natura del suolo e il susseguirsi delle stagioni. Bere un vino delle Colline Lucchesi accompagnandolo a un piatto della tradizione significa letteralmente assaporare la storia di questa città, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare direttamente tra i filari baciati dal sole che incorniciano, come un dipinto rinascimentale, la nostra splendida Lucca.


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